“Credere o Non credere”

In molte vite che conosciamo il credere in un qualcosa e diventato molto spesso, un ossessione che va oltre delle nostre aspettative, oltre alla normale consapevolezza di se stessi e dei mezzi che si hanno a disposizione. Conosciamo noi stessi, dei punti di vista intellettuali che consentono a noi stessi di affrontare temi argomenti, che spingono al di la delle aspettative al di la di ogni successo interno personale. spesso gratifichiamo e seguiamo delle tendenze, che molto spesso vanno oltre la nostra necessità di affrontare la nostra reale realtà.

La conoscenza è una base di partenza, anche per questo ci sopra valutiamo dei mezzi che abbiamo a disposizione. Magari pensando a qualcosa che possa farci sentire più atteggiati di quanto non lo siamo realmente. Per una considerazione del tutto sbagliata, del tutto fuori dalla nostra consapevolezza. Altri di questi aspetti possono decimare la nostra quiete nei pensieri, riescono a decimare ciò che da un certo senso ci dia la possibilità di socializzazione nel modo siamo decisi nel farlo.

Un esempio da una frase di Denzel Washintog, ad un premiazione universitaria. Chiese se tutto ciò che si costruisce intorno a noi, si costruisce nella consapevolezza di credere in Dio. Una piccola locuzione, che rimase molto in quella giornata di piena gratitudine. Denzel, ammise di “non essere stato sempre con lui ma Dio e rimasto con lui”. La piena consapevolezza per arrivare al successo che ogni persona cerca di arrivare ogni giorno. E trovare l’umiltà dentro se stessi in ogni cosa che si fa. Ecco questo potrebbe essere il problema da risolvere? Mantenere la credenza dentro se stessi possa portare successo?

La mente è più grande del cielo
Perché se li metti fianco a fianco
L’una contiene l’altro
Facilmente.”

(Emily Dickinson)

Viviamo in una società in continua crescita, dove perdersi d’animo è uno stato di personale esecuzione a perdere la nostra gratitudine. Spesso il fallimento può essere uno stimolo nel cercare il progresso, spesso non lo è ma credere deve essere alla base dei pensieri, alla base dei concetti. Non si trovano tendenze inerenti la nostra realtà, se uno può frugare o “cercare” in se stessi, concetti prefissati dalla nostra concezione primaria, non sorvolando nell’inesistenza di concetti, che distraggono la nostra”Classe” di affrontare il periodo che uno vive. Dall’altro lato della bilancia, il tempo è un dono, così come la nostra vita, la nostra quotidianità e la nostra umanità. una frase di Tiziano Terzani, grande scrittore, e giornalista, “restiamo umani anche quando sembri che l’umanità intorno a noi sparisca”. Credere per bilanciare la nostra realtà, non credere per restare in tema con la nostra intellettualità.

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